Inclusione e Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento 2/2

«Maestà -disse Sberleffo- per trattare tutti allo stesso modo bisogna, prima di tutto, riconoscere che ciascuno è diverso dagli altri.

Data:
21 Gennaio 2022

«Maestà -disse Sberleffo- per trattare tutti allo stesso modo bisogna, prima di tutto, riconoscere che ciascuno è diverso dagli altri. La Giustizia non è dare a tutti la stessa cosa, ma a ciascuno il suo». Claudio Imprudente, “Re 33 e i suoi 33 bottoni d’oro”.

L’Istituto “Liside” di Taranto è da sempre impegnato a realizzare la propria funzione pubblica mirando al successo scolastico di tutti gli studenti, con particolare attenzione al sostegno delle varie forme di diversità, difficoltà educative, apprenditive, di comportamento, relazione, di disabilità, di svantaggio sociale ed economico.

Il nostro obiettivo è condurre i nostri alunni  a diventare cittadini del futuro.

Questo significa accettare la sfida che la diversità pone: riconoscere e valorizzare le diverse situazioni individuali, per evitare che la differenza si trasformi in disuguaglianza!

Per noi, il “sistema cura” si integra operativamente con la nostra comunità educante; il  concetto di ‘cura’ assume il suo significato più ampio, del “prendersi cura”, dell’accrescere e valorizzare i punti di forza e di debolezza che insieme vengono ri-composti e reindirizzati in un modello circolare che all’interno del gruppo classe genera risorse di sviluppo empatico, emozionale e creativo.

Il nostro modello di scuola inclusiva realizza quotidianamente il “Sostegno Diffuso”: tutti gli insegnanti operano sia con il gruppo classe sia con gli alunni con disabilità.

E anche i coetanei possono essere “sostegni”: con la convivenza concreta, continua e significativa con i compagni e nella classe, quale naturale contesto e supporto indispensabile per la qualità degli apprendimenti di tutti gli alunni (con disabilità e non).

L’insegnante specializzato per il sostegno all’inclusione rimane il referente del progetto inclusivo, anche nella collaborazione con gli educatori che intervengono eventualmente oltre il tempo scolastico, e soprattutto  per le situazioni che solitamente vengono definite  “gravi” e che noi  preferiamo chiamare “a diagnosi complessa”.

La nostra vocazione è accogliere tutti i nostri alunni  in modo stabile e concreto, stabilendo con le loro famiglie un’alleanza educativa che consideriamo irrinunciabile.

La nostra vocazione è anche insegnare loro come si vive in una dimensione di responsabilità: “concepirsi all’origine dei propri comportamenti, ossia rispondere, per così dire, di sé e di tutto ciò in cui [una persona è] direttamente coinvolta: responsabilità non soltanto individuale ma anche sociale, il che vuol dire pensarsi parte e in rapporto con la propria comunità” (P. Bertolini, 1958, p. 41)

Insegniamo ai nostri alunni a “scovare”  le proprie potenzialità e a svilupparle in positivo; insegniamo ai nostri alunni a riconoscere e ad accettare i propri limiti (tutti li abbiamo), e a farli diventare fulcro attorno al quale organizzarsi per superarli, facendo ricorso al proprio ingegno e a tutte le risorse a propria disposizione: la speciale normalità di ognuno si trasforma in possibilità e, a volte, in eccezionalità!

Questa è la strada che abbiamo scelto per realizzare un ecosistema che consente di superare la strettoia della tradizionale dimensione “insegnante di sostegno/soggetto con bisogni speciali”: il mondo è fatto di individui, ciascuno dei quali – per quanto forte atleticamente, per quanto organizzato, ricco, famoso-  ha sempre bisogno degli altri.

Questa è la rete sociale: il passaggio cruciale è quello che va dalla dimensione dell’aiuto  alla rete sociale, vale a dire considerarsi parte di una rete di rapporti nella quale è dato ricevere Possibilità.

E’ importante imparare a scegliere continuamente: nessuno di noi ha scelto di essere come è, ma quando viviamo in modo che quello che siamo diventa una nostra scelta, realizziamo  “Accettazione attiva” di sé.

Il Liside ha come obiettivo che gli alunni (tutti) raggiungano la meta dell’“Accettazione attiva”, affinché possano  sviluppare  la propria originalità, la propria speciale normalità.

La nostra azione pedagogica e didattica costruisce la logica della libertà nella direzione  della identità aperta: è l’empowerment cioè l’accrescimento di una persona nelle competenze, negli interessi, nelle passioni culturali, per raggiungere gratificazioni personali, acquisizione di potere, controllo della propria vita, conoscenza di se stesso e quindi la capacità di essere “in grado” di produrre eventi desiderati, prevenire quelli indesiderati e attuare comportamenti adeguati anche al contesto lavorativo.

Allarghiamo gli orizzonti dei nostri alunni per promuovere un’identità aperta nella logica della libertà, che aggiunge modi di essere e passioni che possono essere sostenute da competenze e nuove esplorazioni.

Non vogliamo e non possiamo permettere che le situazioni di disabilità e svantaggio socio-economico e culturale impediscano di raggiungere il fondamentale obiettivo del pieno sviluppo della persona umana.

La nostra scuola è una comunità aperta dove cooperative e associazioni che seguono i nostri alunni partecipano attivamente con i consigli di classe e i docenti specializzati, formando una rete che supporta l’intero gruppo classe e l’alunno durante tutto il percorso scolastico per  accompagnarlo nella costruzione del progetto di vita e nel raggiungimento del pieno riscatto sociale.

Ultimo aggiornamento

3 Febbraio 2022, 05:43